Live in Live è un dramma psicologico espressionista postmoderno che fonde romanticismo e realismo, esplorando il conflitto interiore di un uomo intrappolato nelle conseguenze di un evento traumatico, tormentato dal senso di colpa e dal peso delle proprie emozioni.
Kyi Thar, un uomo sulla trentina, lavora come mascotte per un marchio. Soffre di un complesso disturbo da stress post-traumatico (DPTS) in seguito al suicidio dell’amata moglie, che si è tolta la vita a causa delle molestie subite da una gang online di Kyar Phyant. Il trauma di questa perdita ha costretto Kyi Thar a una routine ripetitiva e monotona, intrappolato in un circolo vizioso di auto-colpevolizzazione e intorpidimento emotivo.
Il film segue tre giorni della vita di Kyi Thar, mentre cerca di liberarsi da questo circolo vizioso. Il primo giorno, si sveglia tardi, turbato da un vivido sogno del suicidio della moglie. Trascorre la sua routine mattutina, cercando di sfuggire alla presenza inquietante del suo “altro sé”, una manifestazione del suo senso di colpa che lo incolpa costantemente per le sue azioni passate. Il suo altro sé riappare, mostrandogli una foto di sua moglie, intensificando i suoi sentimenti di vergogna. Cerca di scacciare questi sentimenti mentre si dirige al lavoro. Alla stazione, il treno è in ritardo, come al solito. Il suo altro sé riappare, criticandolo per non aver preso l’autobus. Kyi Thar riceve poi una telefonata da sua madre, che lo informa che suo padre è in condizioni critiche e ha bisogno di soldi entro due giorni per le cure. In caso contrario, suo padre morirà.
Quando arriva al lavoro, il suo responsabile lo rimprovera per il ritardo, impedendogli di chiedere l’aiuto finanziario di cui ha bisogno per suo padre, che è in condizioni critiche. Al centro commerciale, Kyi Thar si esibisce in un costume da rana come mascotte, ballando per il pubblico. Prende in giro un bambino con del cibo, ma il bambino inizia a soffocare. Kyi Thar si blocca, paralizzato dalla paura, ma un passante interviene e salva il bambino. L’evento lascia Kyi Thar con un opprimente senso di colpa. Più tardi, mentre torna a casa, riflette sulla giornata trascorsa, rendendosi conto di essere intrappolato in un loop infinito, desiderando disperatamente una via di fuga dal suo dolore.










